L'ADDIO DI SAFFO

 

 

Solo nel ricordo

rivivono

  le Pleiadi,(1)

culla la notte

questa solitudine.

Non si può vivere

di polvere di stelle:

non grandi amori

ma parvule fiammelle,

lievi bagliori

della città di Dite; (2)

anelo il nulla,

dolce mia Afrodite! (3)

L’ultimo canto

prima che sorga

l’alba,

il cigno muore

ucciso dal dolore:

è Saffo (4)

che si spegne,

senza amore.

 

1) LE PLEIADI  ammasso stellare nella costellazione del Toro

2) La città di Dite: città dell’inferno dantesco, subito dopo lo Stige

3) Afrodite, la Venere per i romani, la dea dell’amore

4) Saffo, la più grande poetessa del mondo antico, vissuta nel VI sec. a.C. "Divina dolce ridente Saffo " la definì il poeta Alceo, suo contemporaneo e  

    nativo di Mitilene, nell'isola di Lesbo, dove Saffo visse a lungo e dove, dopo un esilio probabilmente in Sicilia, morì in tarda età. L’IMMAGINE:

   “Saffo abbandonata “di Giovanni Dupré (1817-1882) Galleria Nazionale d'Arte moderna - Roma

 

 

Franco Pastore

 

 

 

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